Il viaggio in parallelo di tre rifugiati siriani dalle rive di Lesvos al cuore dell’Europa continentale, e il loro faticoso tentativo di integrazione nel nuovo mondo, tra speranza e disillusione.
Il viaggio in parallelo di tre rifugiati siriani dalle rive di Lesvos al cuore dell’Europa continentale, e il loro faticoso tentativo di integrazione nel nuovo mondo, tra speranza e disillusione.
Quartiere Sperone, una delle maggiori piazze di spaccio di Palermo. Come tutte le estati si susseguono concerti in piazza, karaoke, feste di quartiere in cui si esibiscono cantanti neomelodici. La famiglia Maniscalco partecipa a ogni occasione e sogna un futuro di artista per il proprio figlio. Vincenzo, sei anni, sembra aver già chiaro il proprio futuro e pronto a calcare le scene. Il film, tra sogni facili e ingenue illusioni, racconta il desiderio di riscatto di una famiglia che si concentra nella voce sgraziata di un bambino e nella sua unica canzone: “Mi sono innamorato”.
Cinque edizioni di un festival d’autore e i vent’anni di uno storico cineclub romano. Questi i primi ingredienti di una proposta culturale fuori dagli schemi e sicuramente al di là di traiettorie conosciute.
Dal 5 al 26 novembre, 11 lungometraggi e 12 corti in concorso, eventi speciali e fuori concorso, anteprime nazionali: la selezione che il Detour, interamente dedicata al tema del viaggio e suoi corollari, offre al pubblico romano per il proprio compleanno, è di quelle da non dimenticare.
Si inizia il 5 novembre con una serata evento in cui, in occasione dei 100 anni della rivoluzione russa, sarà proiettato e musicato dal vivo Ottobre di Sergej Ėjzenštejn (1928). La sonorizzazione del film muto Alice in Wonderland di W. W. Young del 1915 chiuderà il festival il 26 novembre, prima della premiazione finale.
Immaginate una band dell’Alabama catapultata in un tour nell’Italia meridionale a suonare pizzica e tarantella, magari cantando nel dialetto locale. Ecco, adesso provate a rovesciare completamente gli elementi della storia, e avrete “Flat Tyre”, l’incredibile viaggio musicale negli States di un gruppo di giovani musicisti napoletani “La terza classe”, alla ricerca delle radici profonde della musica popolare americana. Strizzando l’occhio al capolavoro di Martin Scorsese, dal Mali al Mississippi, il film mescola l’avventura umana on the road dei protagonisti, le esibizioni in strada per coprire le spese del tour e gli incontri con i grandi mostri sacri della scena bluegrass, dixieland e blues.
1914. Mentre Jean si trova a Buenos Aires in procinto di conquistare il titolo mondiale di lotta libera, dall’altra parte dell’Atlantico, nella sua città natale, la figlia Mimi viene picchiata e violentata da una pattuglia di soldati tedeschi. Tornato in Belgio e venuto a sapere dell’accaduto, Jean giura vendetta e decide di arruolarsi e di partire per la Grande Guerra. Ancora non sa che si ritroverà coinvolto in un conflitto ben più grande di qualsiasi regolamento di conti personale, un’odissea lunga quattro anni, surreale e piena di orrori, che lo porterà letteralmente a fare il giro del mondo pur di tornare dall’adorata Mimi. Road movie d’animazione atipico, ispirato alla storia vera del campione di lotta libera Jean Mordant…
Un trio folk, voce chitarra violino, una pecora disegnata sulla copertina di un disco, pochi soldi e un paese da attraversare per tornare a casa, da Maratea a Genova. Sei fattorie innovative, aperte e ospitali. Sei tappe di un tour musical-rurale per l’Italia, le sue campagne e le sue genti. Ritorno alla terra! Ritornano giovani laureati, famiglie stanche della dittatura del consumismo, disoccupati in cerca di una strada fuori dalla sopravvivenza, ritornano gli eredi di quella generazione che ha combattuto per avere il figlio dottore e che ora lo vede curare quella terra dalla quale era scappata.
La serata di apertura 2017 è l’occasione per festeggiare assieme tre ricorrenze che ci interessano da vicino. Prima tra tutte i 20 anni del Detour, dal 1997 al rione Monti. Quinto anno, poi, per On The Road Film Festival. Infine, esattamente cento anni fa si compiva in Russia la Rivoluzione d’Ottobre culminata nella presa del Palazzo d’Inverno. Dieci anni dopo, il film epico e surreale di Sergei Eisenstein ricreava la rivolta del 1917, con deflagrante libertà e sregolatezza di forme e contenuti e anarchia cinematica. La colonna sonora eseguita dal vivo da tre grandi musicisti internazionali, maestri dell’improvvisazione: Mike Cooper, Alìpio Carvalho e Roberto Bellatalla.
Cinque edizioni di un festival d’autore e i vent’anni di uno storico cineclub romano. Questi i primi ingredienti di una proposta culturale fuori dagli schemi e sicuramente al di là di traiettorie conosciute.
Dal 5 al 26 novembre, 11 lungometraggi e 12 corti in concorso, eventi speciali e fuori concorso, anteprime nazionali: la selezione che il Detour, interamente dedicata al tema del viaggio e suoi corollari, offre al pubblico romano per il proprio compleanno, è di quelle da non dimenticare.
Si inizia il 5 novembre con una serata evento in cui, in occasione dei 100 anni della rivoluzione russa, sarà proiettato e musicato dal vivo Ottobre di Sergej Ėjzenštejn (1928). La sonorizzazione del film muto Alice in Wonderland di W. W. Young del 1915 chiuderà il festival il 26 novembre, prima della premiazione finale.
In esclusiva romana al Cinema Detour l’ultimo capolavoro di Alejandro Jodorowsky. Durante gli anni Quaranta e Cinquanta, nel fermento della capitale cilena, Santiago, il ventenne Alejandrito Jodorowsky decide di diventare poeta contro la volontà dei famigliari. Immerso nel mondo artistico e bohémien dell’epoca, fa la conoscenza di Enrique Lihn, Stella Díaz e Nicanor Parra, promesse della letteratura moderna sudamericana. Circondato da quest’universo di intellettuali e sperimentazione poetica, vivrà un periodo autentico, pervaso di sensualità e follia.
In esclusiva romana al Cinema Detour l’ultimo capolavoro di Alejandro Jodorowsky. Durante gli anni Quaranta e Cinquanta, nel fermento della capitale cilena, Santiago, il ventenne Alejandrito Jodorowsky decide di diventare poeta contro la volontà dei famigliari. Immerso nel mondo artistico e bohémien dell’epoca, fa la conoscenza di Enrique Lihn, Stella Díaz e Nicanor Parra, promesse della letteratura moderna sudamericana. Circondato da quest’universo di intellettuali e sperimentazione poetica, vivrà un periodo autentico, pervaso di sensualità e follia.